fBB Arbeit macht frei

Arbeit macht frei

Dachau. 22 marzo del 1933

Dachau. 22 marzo 1933 “Mercoledì 22 marzo 1933 verrà aperto nelle vicinanze di Dachau il primo campo di concentramento. Abbiamo preso questa decisione senza badare a considerazioni meschine, ma nella certezza di agire per la tranquillità del popolo e secondo il suo desiderio”.
Questo è l’agghiacciante notizia apparsa il 21 marzo 1933, sul più grande quotidiano della Germania meridionale, il Münchner Neueste Nachrichten, a firma Heinrich Himmler, presidente della Polizia di Monaco e capo delle SS.
Inizia così con tre semplici righe stampate con il piombo su di un giornale una delle pagine più vergognose della storia dell’umanità.
Il bilancio dei prigionieri di Dachau sarà terrificante: oltre 200.000 tra uomini, donne, bambini, anziani.
Il numero dei morti fu di circa 30.000: 27.500 morti durante la prigionia e 2.000 dopo la liberazione. Pochi giorni prima della liberazione, avvenuta il 29 aprile 1945, i detenuti erano in totale 67.665 (30.442 nel campo centrale di Dachau e 37.223 nei campi filiali, sorti intorno al 1942). Gli italiani erano 3.388.
"Arbeit macht frei" (il lavoro rende liberi) troneggiava sopra il cancello d’entrata.

Fondazione Bruno Buozzi

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