fBB Guido Albertelli a due mesi dalla scomparsa.

Guido Albertelli a due mesi dalla scomparsa.

“Un uomo senza ideali non è un uomo ed è doveroso sacrificare, quand’è necessario, ogni cosa per gli ideali".
Pilo Albertelli come Bruno Buozzi, persone che hanno scritto con la morte la parola Libertà.

“Un uomo senza ideali non è un uomo ed è doveroso sacrificare, quand’è necessario, ogni cosa per gli ideali Nel pomeriggio di oggi 10 ottobre 2019, a due mesi dalla scomparsa, verrà ricordato presso la sede del Circolo “Giustizia e Libertà” in via Andrea Doria a Roma, Guido Albertelli.
Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi, porterà un ricordo soffermandosi soprattutto sul fortissimo legame che c’era tra Guido e il padre. Pilo Albertelli fu tra i fondatori del Partito d’Azione. Svolse a Roma una intensa attività di Resistenza antifascista, organizzando le formazioni di Giustizia e Libertà, e divenne membro del Comitato Militare del Corpo Volontari della Libertà. Catturato a seguito della denuncia di un delatore, fu rinchiuso e torturato alla Pensione Oltremare dai fascisti della Banda Koch e ucciso alle Fosse Ardeattine.
Il rapporto tra Guido e Pilo fu un rapporto strettissimo cullato per decenni nel ricordo di ciò che poteva essere e che purtroppo non fu.
Vogliamo qui riprendere le dirette parole di Guido Albertelli che alcuni anni fa ricordava il padre: “Nel mese di marzo del 1944, mio padre Pilo, fu imprigionato dalla Banda Kock. Sono passati molti anni da quel periodo e pochi ricordano che quel palazzo di via Principe Amedeo fu utilizzato per mesi un nascondiglio illegale della polizia fascista e delle sue vittime. Torture e sofferenze per antifasciti della Resistenza senza processo, senza avvocati, senza carte, senza medici. Solo grida, lamenti e coraggio.
A differenza di Via Tasso, sede ufficiale della polizia speciale nazista, in via Principe Amedeo tutto era segreto. Poiché mio padre non parlava fu trasferito a Regina Coeli perché avevano paura che morisse li, tanto era distrutto. In altre stanze vicine ben arredate il tenentino Kock si era attrezzato un lussuoso pied à terre. Lui non aveva rimorsi per quello che faceva o facevano a due passi. Lui non aveva cuore. I sentimenti nobili si esprimevano nelle celle dove soffrivano quelli che non volevano tradire pensando ai compagni liberi di vedere un giorno una Patria diversa”.
Pilo Albertelli il 24 marzo del 1944 fu ucciso assieme ad altre 334 persone nell’Eccidio delle Fosse Ardeatine.

Fondazione Bruno Buozzi

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