fBB L’arte dei falsi

   15 Gennaio 2018

L’arte dei falsi

di Federica Pagliarini

I falsi Modigliani Sembra che per il povero Modigliani non ci sia pace. Nel 1984 una burla da parte di un gruppo di studenti universitari di Livorno, mise nel ridicolo critici e studiosi del pittore che asserirono perentoriamente che le sculture ritrovate nei fossi livornesi fossero di Modigliani. Nulla di più falso! Altro non erano che copie realizzate dagli studenti stessi. Uno scherzo di cattivo gusto che gli causò l’espulsione dall’università.
Qualche giorno fa, una nuova notizia di false opere di Modì giunge alle orecchie dei media. Infatti venti dei ventuno quadri che sono stati esposti nel marzo scorso a Palazzo Ducale di Genova, sarebbero dei falsi. L’esposizione era stata fatta chiudere anticipatamente dalla Procura (a luglio dello scorso anno) proprio per effettuare gli studi necessari. È stato indagato anche il curatore della mostra. False sarebbero anche le cornici. Secondo Isabella Quattrocchi, l’esperta nominata dalla Procura di Genova, la mostra era stata pensata in questo modo. Chi l’ha allestita sapeva dei falsi e non a caso ha creato un’illuminazione inesistente, visto che la luce era davvero poca. Erano illuminati solo i dipinti e ad ognuno era stato aggiunto uno spesso strato di vernice che serviva a camuffare bene la tecnica esecutiva e le pennellate del maestro. Non sappiamo ancora come andrà a finire la storia. L’unica cosa certa per ora, è che i falsi di Modigliani, in giro per il mondo, sono tantissimi. Speriamo che per il 2020, anno del centenario dalla sua morte, si saranno svolti studi più approfonditi per evitare nuove notizie del genere. Modigliani ringrazierà sicuramente!

Fondazione Bruno Buozzi

Seguici nella nostra pagina Facebook. Premi MI PIACE e non perderai più nessuna notizia.

Facebook

 

Sostienici con il 5X1000

Sostieni la Fondazione Bruno Buozzi con il tuo 5X1000. A te non costa nulla - essendo una quota d'imposta che lo Stato affida alle organizzazione di promozione sociale - ma aiuterai noi a finanziare progetti tesi a favorire gli studi sul sindacalismo promuovendone apposite iniziative.

Come fare? È davvero semplice...

• Compila il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico
• Firma nel riquadro "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale..."
• Indica il codice fiscale della fondazione: 97290040589
• Anche chi non compila la dichiarazione dei redditi, ovvero chi ha solo il modello CU fornitogli dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione, può destinare il 5x1000