fBB Oggi ad Acerra i funerali di Don Riboldi

Oggi ad Acerra i funerali di Don Riboldi

Saranno celebrati mercoledì 13 dicembre nella cattedrale di Acerra (Napoli), i funerali di don Antonio Riboldi, vescovo emerito dalla città dell’hinterland partenopeo, ricordato spesso come il ”vescovo anticamorra” per la sua lotta alla criminalità organizzata che lo portò, negli anni ’80, ad una manifestazione contro la camorra ad Ottaviano, dove guidò migliaia di giovani nella città di Raffaele Cutolo, boss indiscusso della Nuova camorra organizzata.

Don Riboldi Si fece voce dei terremotati del Belice, in Sicilia, che vivevano al freddo nelle baracche. Nel 1968, dieci anni dopo essere arrivato a Santa Ninfa, nella Valle del Belice, in Sicilia, fu vicino ai suoi fedeli scossi dal terremoto. Ma soprattutto si fece megafono delle loro sofferenze e portò in tutte le sedi, financo nei palazzi del potere a Roma, la protesta del popolo per le ruberie, gli sprechi ed i ritardi che si erano accumulati nel corso degli anni.
In una trasmissione dell’11 aprile 1977 denunciò senza mezzi termine una situazione vergognosa. “Come essere prete lì in mezzo? Come si fa a dire a un uomo che per nove anni vive nelle baracche dove ci sono topi e dove piove, Dio è qui e ti ama? Come trasmetterlo questo messaggio d’amore a un uomo che non capisce più bene se vivere è sopravvivere o realizzarsi?”.
Un “Fate presto” il suo che di fatto anticipò il monito del Presidente della Repubblica Sandro Pertini che, dopo la visita alle zone terremotate dell’Irpinia, nel 1980, chiese con vigore di dare concreta ed immediata attuazione a un piano per la ricostruzione.


Nominato vescovo di Acerra il 25 gennaio 1978 dal Beato Papa Paolo VI, monsignor Antonio Riboldi, che apparteneva all’ordine dei rosminiani, fece il suo ingresso in diocesi il 9 aprile dello stesso anno, occupando una sede vacante da 12 anni. Don Riboldi trovò una situazione non facile, dovendo ”rianimare la vita ecclesiale e sostenere l’intera comunità tra le problematiche di un momento che richiede la difesa della dignità della persona”.
Ma le sue attenzioni si rivolsero soprattutto al contrasto alla camorra, tanto da essere messo sotto scorta. Storica la marcia che negli anni ’80 portò migliaia di giovani ad Ottaviano, città del boss Cutolo.

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