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Olof Palme

In un attentato, ancora oscuro, il 28 febbraio 1986 viene ucciso il Premier socialdemocratico svedese.

Olof Palme Il 28 febbraio del 1986 Olof Palme fu ucciso con un unico colpo di pistola mentre usciva da un cinema di Stoccolma.
Palme era famoso per il suo impegno internazionale a favore dei paesi più poveri e per le sue durissime critiche nei confronti di Stati Uniti e Unione Sovietica. L’assassino di Palme non fu mai arrestato e la sua morte resta ancora un mistero intriso di teorie che vanno dal coinvolgimento della CIA a quello dei curdi del PKK.

Palme era nato nel 1927 da una famiglia di origine aristocratica, ma iniziò molto presto a interessarsi di temi sociali. A 22 anni entrò nel Partito socialdemocratico svedese dove fece rapidamente carriera. Il suo padrino politico fu Tage Erlander, capo del Partito socialdemocratico e primo ministro svedese dal 1946 al 1969, uno dei più lunghi mandati mai mantenuti da un leader politico in una democrazia.

Erlander si ritirò nell’ottobre del 1969, lasciando il posto al 42enne Palme.

Palme iniziò subito una serie di riforme sociali che portarono a un aumento del potere dei sindacati all’interno delle aziende, fece approvare diverse riforme costituzionali, con le quali fu abolito il bicameralismo e che spogliarono la monarchia svedese degli ultimi poteri formali di cui godeva, ma fu la politica estera la vera punta di diamante del suo impegno politico.

Palme criticò duramente sia le operazioni americane in Vietnam, che l’Unione Sovietica per la repressione della Primavera di Praga nel 1968 e poi l’invasione dell’Afghanistan nel 1979. Criticò il regime di Augusto Pinochet in Cile, l’apartheid in Sudafrica, la dittatura di Francisco Franco in Spagna, la corsa agli armamenti nucleari e le disuguaglianze globali.

Nel 1976, dopo una grave crisi economica, il Partito socialdemocratico subì la sua prima sconfitta dal 1936. Anche se era ancora a capo del partito di maggioranza relativa, Palme fu costretto a formare un’alleanza con i centristi e a concedere al loro leader il ruolo di primo ministro. I socialdemocratici furono sconfitti di nuovo nel 1979, ma nel 1982 Palme riuscì a ottenere una nuova vittoria e a ritornare a essere primo ministro.

Quattro anni dopo, il 28 febbraio del 1986, Palme stava passeggiando senza scorta. Poco prima di mezzanotte un uomo arrivò alle spalle della coppia e sparò due colpi. Il primo ferì Palme alla schiena, il secondo colpì di striscio sua moglie. Dopo aver sparato, secondo i testimoni, l’uomo rimise la pistola in tasca e si allontanò con calma. Palme venne immediatamente portato in ospedale, ma pochi minuti dopo mezzanotte fu dichiarato morto.

Le indagini cominciarono subito, ma la polizia non aveva alcuna idea di chi potesse essere il colpevole: non c’erano piste da seguire né precedenti per un atto così grave. La Svezia non aveva una storia di terrorismo e di assassinii politici, come pochi anni prima aveva avuto ad esempio l’Italia. Dopo due anni di ricerche, la polizia arrestò un piccolo criminale tossicodipendente, Christer Pettersson. La moglie di Palme lo riconobbe come l’assassino e Pettersson fu condannato in primo grado. Fece appello, e la corte lo prosciolse da ogni accusa. Decine di teorie della cospirazione sono state fornite per spiegare l’omicidio.

Per alcuni, Palme fu ucciso dalla CIA o dai servizi segreti di qualche paese comunista. Altre teorie parlano dei servizi segreti sudafricani, mentre per molto tempo si è indagato su un possibile coinvolgimento del PKK, il movimento che lotta per l’autonomia dei curdi in Turchia (quasi certamente una falsa pista diffusa dai servizi segreti turchi). Secondo una delle teorie più originali, Palme sarebbe stato ucciso su ordine della P2 italiana. Stieg Larsson, l’autore della trilogia “Millenium” morto nel 2004, indagò a lungo sulla morte di Palme e ipotizzò che dietro il suo omicidio potessero esserci gruppi di estrema destra in collaborazione con alcuni industriali.

La morte di Palme resta ancora un omicidio senza colpevoli.

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