fBB Ottanta anni fa furono giustiziati Carlo e Nello Rosselli

Ottanta anni fa furono giustiziati Carlo e Nello Rosselli

GIUSTIZIA E LIBERTÀ PER QUESTO MORIRONO PER QUESTO VIVONO

Carlo e Nello Rosselli Erano nati a Roma, ma avevano vissuto gli anni della gioventù a Firenze, diventando entrambi storici e giornalisti.
Avevano 37 e 36 anni quando furono uccisi.
Carlo insegnò alla Bocconi di Milano e all’Università di Genova, fino a quando non fu costretto a dimettersi per le sue idee politiche. Insieme ad altri antifascisti organizzò la fuga all’estero di Filippo Turati. Nel 1927 fu condannato a più di tre anni di confino sull’isola di Lipari, da dove nel 1929 fuggì e raggiunse la Francia.
Negli anni successivi Carlo Rosselli visse a Parigi dove fu tra i fondatori del movimento antifascista Giustizia e Libertà, il movimento da cui durante la Seconda guerra mondiale nacque il Partito d’Azione. Nel 1936 Carlo Rosselli andò in Spagna per combattere insieme ai repubblicani nella Guerra civile; rimase ferito e tornò in Francia.
Anche il fratello Nello fu condannato al confino a Ustica: una prima volta, nel 1927, fu condannato a cinque anni ma poi rilasciato; fu condannato nuovamente nel 1929, sempre a cinque anni.
Furono uccisi mentre erano in auto il 9 giugno del 1937, ma i loro corpi furono ritrovati due giorni dopo, l’11 giugno.

In via Giuseppe Giusti, a Firenze, c’è una lapide che ricorda il sacrificio di due antifascisti tra i più importanti della nostra storia.
Fu Piero Calamandrei a dettarne il contenuto.

Da questa casa
ove nel 1925
il primo foglio clandestino antifascista
dette alla Resistenza la parola d’ordine
NON MOLLARE
fedeli a questa consegna
col pensiero e coll’azione
CARLO e NELLO ROSSELLI
soffrendo confini carceri esilii
in Italia in Francia in Spagna
mossero consapevoli per diverse vie
incontro all’agguato fascista
che li ricongiunse nel sacrificio
il 9 giugno 1937
a Bagnoles de l’Orne
ma invano si illusero gli oppressori
di aver fatto la notte su quelle due fronti
quando spuntò l’alba
si videro in armi
su ogni vetta d’Italia
mille e mille col loro stesso volto
volontari delle Brigate Rosselli
che sulla fiamma recavano impresso
grido lanciato da un popolo all’avvenire.

GIUSTIZIA E LIBERTÀ

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La notizia della morte

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