fBB Riflessioni sull’Italia del calcio fuori dall’elite mondiale

Riflessioni sull’Italia del calcio fuori dall’elite mondiale

Era dal 1958 che la nazionale azzurra non partecipava ad una fase finale dei campionati mondiali di calcio.

Italia-Svezia Diciamo la verità. Il fatto che la Svezia potesse farci uscire dai mondiali di calcio non era proprio impossibile. D’altra parte, appellarsi al fatto di essere arrivati secondi in un girone dove c’era la Spagna non può giustificare un percorso di qualificazione mai stato convincente, basti pensare che gli avversari erano l’Albania, Israele, la Macedonia e il Liechtenstein.
Fiumi di inchiostro, processi televisivi, radiofonici, tutti alla ricerca dei colpevoli come se fossimo a Norimberga.
Si è arrivati a parlare di dramma, di tragedia, di apocalisse, mentre in pochi hanno riflettuto sul fatto che anche il calcio, ma lo sport in generale, come tanti altri settori della vita economica e sociale italiana, possa risentire di un momento, lungo momento, di difficoltà del Paese.
La tragedia si ha quando una famiglia resta senza lavoro o si trova a dover affrontare problemi di salute, il dramma c’è nella vita stentata di tante persone che vivono nelle nostre città come fantasmi, l’apocalisse è la morte di tanti disperati che annegano in mare nel tentativo di trovare una vita diversa rispetto a quella che vivono da dove sono partiti. Il calcio è una vetrina importante nel mondo globalizzato, ma non è certamente la realtà che risolve i problemi.
Sono lontani i tempi in cui Bartali vincendo il Tour de France contribuiva a evitare scontri sociali in Italia, ma togliendoci i mondiali di calcio è come se ci avessero tolto un altro pezzettino di appartenenza al Paese.
Ma soprattutto sono lontani i tempi in cui i pezzi pregiati del nostro calcio venivano fortemente richiesti all’estero. Quanti sono i "grandi" calciatori che hanno lasciato l’Italia per giocare fuori? Non sono poi così tanti, il che porta a una amara considerazione: la qualità espressa dal nostro calcio viene poco considerata anche all’estero, A differenza dei tanti, tantissimi giovani che lasciano l’Italia con l’Ipad che cercano all’estero quello che il nostro Paese non riesce a dar loro.
Forse un’estate senza "partecipazione attiva", da tifosi, ai mondiali, ci aiuterà a riprendere un po’ familiarità con i problemi del quotidiano e a farci ragionare sulle vere priorità della vita.

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