fBB Ripensando a Irene. A quindici anni dalla sua scomparsa

Ripensando a Irene. A quindici anni dalla sua scomparsa

Ricordo che quando Irene Spezzano entrava in ufficio della Confederazione bussava leggermente, e lo faceva anche se da quella porta doveva entrare dieci volte nella stessa giornata.
Entrava e portava con sé allegria, vitalità e quel pizzico di ironia che è sempre stata la sua forza e la sua caratteristica. Ironia su tutto a cominciare da sé.
Lei che quando era responsabile del Coordinamento Donne della UIL nel fare una intervista faceva tutto: domande e risposte, anche per iscritto.
Lei che sentiva con passione l’importanza di appartenere ad una Organizzazione sindacale nella quale le identità individuali erano un valore. Nella quale le differenze culturali e politiche divenivano momento di arricchimento personale e collettivo da condividere e spartire. Lei curiosa di conoscere e sperimentarsi in cose sempre nuove, pronta a misurarsi con nuovi impegni.
Lei forte contro il male che l’ha divorata per anni e con il quale aveva ingaggiato una lotta estrema nella quale a fasi alterne era stata anche vincitrice.
L’Irene delle battaglie per l’affermazione dei diritti delle donne, l’Irene contro la povertà del Mezzogiorno, l’Irene e la Sicurezza e la Legalità nel suo ultimo impegno per la UIL.
Irene e la UIL: Irene era anche la UIL, la UIL dei metalmeccanici ai quali è sempre stata unita da un profondo affetto non disgiunto da un forte spirito di corpo; la UIL delle donne e dei sogni e bisogni delle donne, la UIL tutta intera che le ha dato affetto ma che da lei è stata ricambiata con tanto, tantissimo amore.
Ora Irene, pensando di fare uno dei suoi scherzi, ha bussato piano piano alla porta della UIL, si è affacciata un attimo richiudendo l’uscio dietro di sé. Non per un addio perché per lei, buddista, questo accomiatarsi è solo temporaneo. Ci sarà sempre da qualche parte una Irene festosa, entusiasta del suo lavoro, innamorata della UIL, caciarona e indimenticabile che ci lascia tristi ma non soli per il semplice motivo che di lei abbiamo ancora moltissimo.

Ricordo che quando Irene Spezzano entrava in ufficio della Confederazione bussava leggermente, e lo faceva anche se da quella porta doveva entrare dieci volte nella stessa giornata.  Entrava e portava con sé allegria, vitalità e quel pizzico di ironia che è sempre stata la sua forza e la sua caratteristica. Ironia su tutto a cominciare da sé.  Lei che quando era responsabile del Coordinamento Donne della UIL nel fare una intervista faceva tutto: domande  e risposte, anche per iscritto.  Lei che sentiva con passione l’importanza di appartenere ad una Organizzazione sindacale nella quale le identità individuali erano un valore. Nella quale le differenze culturali e politiche divenivano momento di arricchimento personale e collettivo da condividere e spartire. Lei curiosa di conoscere e sperimentarsi in cose sempre nuove, pronta a misurarsi con nuovi impegni.  Lei forte contro il male che l’ha divorata per anni e con il quale aveva ingaggiato una lotta estrema nella quale a fasi alterne era stata anche vincitrice.  L’Irene delle battaglie per l’affermazione dei diritti delle donne, l’Irene contro la povertà del Mezzogiorno, l’Irene e la Sicurezza e la Legalità nel suo ultimo impegno per la UIL.  Irene e la UIL: Irene era anche la UIL, la UIL dei metalmeccanici ai quali è sempre stata unita da un profondo affetto non disgiunto da un forte spirito di corpo; la UIL delle donne e dei sogni e bisogni delle donne, la UIL tutta intera che le ha dato affetto ma che da lei è stata ricambiata con tanto, tantissimo amore.  Ora Irene, pensando di fare uno dei suoi scherzi, ha bussato piano piano alla porta della UIL, si è affacciata un attimo richiudendo l’uscio dietro di sé. Non per un addio perché per lei, buddista, questo accomiatarsi è solo temporaneo. Ci sarà sempre da qualche parte una Irene festosa, entusiasta del suo lavoro, innamorata della UIL, caciarona e indimenticabile che ci lascia tristi ma non soli per il semplice motivo che di lei abbiamo ancora moltissimo

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