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Roma, 18 giugno 2019. Casa della Memoria. Presentazione del libro

Presentazione del libro "Delitto Matteotti - Il mandante" di Mario Gianfrate


Roma, 18 giugno 2019. Casa della Memoria. Presentazione del libro "Delitto Matteotti - Il mandante" di Mario Gianfrate. Tra gli interventi q ...
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Venerdì 14 giugno alla Camera dei Deputati, presso la Sala della Regina, dalle ore 10,00 maratona oratoria in ricordo di Gianni De Michelis.

In ricordo di Gianni De Michelis


Venerdì 14 giugno alla Camera dei Deputati, presso la Sala della Regina, dalle ore 10,00 maratona oratoria in ricordo di Gianni De Michelis. ...
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Roma, 13 giugno 2019. Casa della Memoria. Presentazione del libro

Presentazione del libro "1969. La rivolta operaia" di Franco Ottaviano


Roma, 13 giugno 2019. Casa della Memoria. Presentazione del libro "1969. La rivolta operaia" di Franco Ottaviano. Tra gli interventi quello ...
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La storia è maestra di vita, ieri 9 giugno alle elezioni comunali di Rovigo il centro-sinistra ha vinto per soli 390 voti. Oggi 10 giugno è il novantacinquesimo anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti. Nella foto che pubblichiamo Giuseppe Di Vittorio, Oreste Lizzadri e Pietro Nenni lo ricordano nel 1944.

10 giugno1924. Assassinio di Giacomo Matteotti


La storia è maestra di vita, ieri 9 giugno alle elezioni comunali di Rovigo il centro-sinistra ha vinto per soli 390 voti. Oggi 10 giugno ...
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Brescia, 7 giugno 2019. Convegno

Da Piazza Fontana a Piazza della Loggia. Il ruolo del sindacato nel contrasto al terrorismo. Incontro per non dimenticare.


Brescia, 7 giugno 2019. Convegno "Da Piazza Fontana a Piazza della Loggia. Il ruolo del sindacato nel contrasto al terrorismo". Tra gli inte ...
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Fogliami (Cuneo), 6 giugno 2019. Giornata dedicata a Luigi Einaudi. Tra gli interventi quello del presidente della Fondazione Bruno Buozzi, Giorgio Benvenuto.

Convegno di studi dedicato a Luigi Einaudi.


Dogliani (Cuneo), 6 giugno 2019. Giornata dedicata a Luigi Einaudi. Lectio magistralis del Presidente della Fondazione Bruno Buozzi, Giorgio ...
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Pontelagoscuro (Ferrara), 4 giugno 2019, Inaugurazione della Mostra

Inaugurazione della Mostra "Bruno Buozzi, 1944-2019. Una vita da sorvegliato speciale per i diritti dei lavoratori"


Pontelagoscuro (Ferrara), 4 giugno 2019, Inaugurazione della Mostra "Bruno Buozzi, 1944-2019. Una vita da sorvegliato speciale per i diritti ...
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Roma, 4 giugno 2019. Nel settantacinquesimo anniversario dell’assassinio di Bruno Buozzi convegno dal titolo

L’Associazione Nazionale Partigiani ricorda Bruno Buozzi. Incontro alla Casa della Memoria e della Storia a Roma


Roma, 4 giugno 2019. Nel settantacinquesimo anniversario dell’assassinio di Bruno Buozzi convegno dal titolo "I martiri de La Storta e la fi ...
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Bruno Buozzi è rinchiuso nel carcere di via Tasso. La sera del 3 giugno 1944, davanti al carcere di via Tasso, quattro automezzi vennero parcheggiati. Il piano dei nazisti prevedeva di portar via centosessanta prigionieri, quasi tutti, cioè, ma non tutti (in quelle celle ve n’erano oltre duecento, come annotava Nenni). In realtà, però, quei quattro camion furono in grado di trasportarne non più di centoventi (secondo Kappler; ottanta secondo altri) e la famosa lista messa a punto dagli aguzzini nazisti venne ridimensionata. I primi tre partirono quasi senza particolari problemi. Buozzi venne assegnato al quarto camion. E nacquero i problemi perché i posti non erano sufficienti e in due si salvarono proprio per quell’affollamento eccessivo di passeggeri. I prigionieri provarono ad approfittare di quella situazione ritardando il più possibile le operazioni di carico. Provarono anche a far scivolare nelle retrovie Bruno Buozzi che, al contrario, anche per dare coraggio ai compagni, salì sull’automezzo e si andò a sistemare sul fondo. E così quando due passeggeri vennero fatti scendere per fare posto a due SS, lui risultò troppo lontano per approfittare dell’occasione che il caso aveva concesso. Quel camion, uno Spa 38 di fabbricazione italiana, piuttosto male in arnese, partì da via Tasso a notte fonda. Risalì da via Labicana, costeggiò il Colosseo, tirò dritto per i Fori Imperiali (all’epoca chiamata via dell’Impero), passò per Piazza Venezia e imboccò Corso Umberto cioè via del Corso, attraversò piazza del Popolo, piazzale Flaminio, si avviò verso via Flaminia, toccò ponte Milvio dove si bloccò per i bombardamenti; si rimise in cammino a velocità sempre più ridotta per via del traffico causato dai tedeschi in fuga, imboccò la Cassia verso il nord e qui venne bloccato di nuovo dalle bombe americane. La Reuter, nel frattempo, diramava la notizia che Bruno Buozzi era stato spedito al Nord. Con Buozzi, Brandimarte e Sorrentino c’erano anche il tenente Eugenio Arrighi, l’ingegnere Frejdrik Borian (i compagni partigiani socialisti lo conoscevano con il nome di battaglia di Raffaele, lo avevano preso dopo l’attentato di via Rasella, Giuliano Vassalli lo definì più di un fratello), il professore Luigi Castellani, il ragioniere Vincenzo Conversi, il meccanico Libero De Angelis, appena ventiduenne, l’ingegnere Edmondo Di Pillo, il generale Piero Dodi, l’avvocato Lino Eramo, consulente legale del “Messaggero” che lo ricordò come «il nostro amico caro, il nostro compagno fedele, il nostro collaboratore di tutti i momenti», il tipografo Alberto Pennacchi, l’insegnante Saverio Tunetti e l’ “inglese sconosciuto” la cui identità è stata svelata soltanto sette anni fa. Era l’ungherese Gabor Adler, cioè il capitano John Armstrong poiché prestava servizio nel Soe, il braccio operativo dei servizi segreti inglesi. Quel camion, arrancando a passo lentissimo, arrivò dalle parti de La Storta quasi all’alba del 4 giugno. Abbandonò improvvisamente la strada e si inerpicò per 7-800 metri in una stradina di campagna fermandosi davanti al fienile della tenuta Grazioli. Il dramma si sarebbe consumato lì, in poco più di dodici ore.

Settantacinque anni sono passati dall’assassinio di Bruno Buozzi. Ecco la cronaca di quelle terribili ultime ore. Gli americani sono alle porte di Roma, i tedeschi sono in fuga verso il nord.


Bruno Buozzi è rinchiuso nel carcere di via Tasso. La sera del 3 giugno 1944, davanti al carcere di via Tasso, quattro automezzi vennero ...
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Roma, 31 maggio 2019. Convegno:

Convegno: "La Russia nella nuova grande Europa dopo 100 anni dalla Rivoluzione dell’Ottobre 1917"


Roma, 31 maggio 2019. Convegno: "La Russia nella nuova grande Europa dopo 100 anni dalla Rivoluzione dell’Ottobre 1917". Tra gli interventi ...
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Lo storico leader della Cgil era nato a Gambettola, vicino Cesena, il 14 ottobre del 1921. Una vita intera tra i lavoratori. Protagonista di tutte le vicende sindacali degli anni Settanta e Ottanta. Si dimise dalla CGIL nel 1986 passando il testimone ad Antonio Pizzinato. Lasciata la Confederazione, approdò a Botteghe Oscure dove andò a dirigere l’Ufficio del Programma. Un sindacalista, un oratore eccellente ma soprattutto un grande uomo.

Luciano Lama si spense il 31 maggio del 1996.


Lo storico leader della Cgil era nato a Gambettola, vicino Cesena, il 14 ottobre del 1921. Una vita intera tra i lavoratori. Protagoni ...
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Alle 11 del 28 maggio del 1980, in via Salaino a Milano veniva assassinato, con cinque colpi di pistola, da un gruppo di terroristi della “Brigata XXVIII marzo” il giornalista Walter Tobagi. Per il Corriere della Sera si era occupato molto di terrorismo; su questa argomento la sera precedente all’assassinio aveva partecipato ad un acceso dibattito presso il Circolo della Stampa di Milano. A lui il mensile della UIL “Lavoro e società” dedicò un premio che negli anni ottanta ha premiato giornalisti come Indro Montanelli, Sergio Zavoli, Giorgio Bocca e Mario Pirani. In un suo famoso articolo pubblicato sul Corriere della Sera dell’8 marzo del 1980 dal titolo “Tradizione laica e nuovo modello di sindacato” tratteggia in maniera brillante il nuovo corso della UIL degli quegli anni. Eccone alcuni passi: “… Le vicende degli anni Sessanta hanno modificato la stessa composizione interna della UIL, dando ai socialisti la maggioranza degli iscritti. E socialisti sono, oltre Benvenuto, gli uomini più in vista del nuovo gruppo dirigente, dal segretario dei metalmeccanici Enzo Mattina a quello dei chimici Walter Galbusera. Ma sarebbe sbagliato far discendere da questi nomi una etichetta politica per la confederazione: fra dirigenti e quadri della UIL si ritrovano non solo numerosi socialdemocratici e repubblicani, ma anche radicali e liberali, militanti di Democrazia proletaria come del Movimento lavoratori per il socialismo (compreso Silvano Miniati). Ci si può chiedere: che cosa tiene insieme personalità e componenti così diversi? Nella risposta è contenuta proprio l’”identità” della nuova UIL: una linea che, pur nella più netta autonomia, cerca di contribuire alla ricerca di nuove prospettive politiche per la sinistra, e cerca di ridefinire quale sia la presenza più efficace del sindacato nella fabbrica come nella società. Da qui l’attenzione per una gamma di problemi (dalla droga al nucleare, dall’aborto alle implicazioni sociali del terrorismo) che non rientravano nel bagaglio del sindacato. Dove porterà questa logica? Per ora non rimane che vedere l’esito di un paio di iniziative che dovrebbero testimoniare questo nuovo modo di far sindacato. Il primo appuntamento è una manifestazione popolare a Roma, per il 29 marzo: un modo di far scendere gente in piazza senza farla scioperare. La seconda sfida è la proposta di ricorrere al referendum per consentire ai lavoratori di pronunciarsi direttamente sulle proposte dei sindacati. Sarebbe un grimaldello che farebbe saltare molti vincoli burocratici; ma proprio per questo è difficile che le altre organizzazioni più forti lascino crescere questa via radicale al sindacato”.

28 maggio 1980. Walter Tobagi viene assassinato a Milano


Alle 11 del 28 maggio del 1980, in via Salaino a Milano veniva assassinato, con cinque colpi di pistola, da un gruppo di terroristi della “B ...
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