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Bandiere Rosse. I comunisti della Cgil, tra Partito e Sindacato. Una riflessione storica, un confronto tra i protagonisti


Venerdì 23 aprile ore 16,00. Convegno "Bandiere Rosse. I comunisti della Cgil, tra Partito e Sindacato. Una riflessione storica, un confront ...
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Lunedì 19 aprile 2021. Presentazione del libro

Spezzare le catene. Un lavoro libero tra centri commerciali e caporalato


Lunedì 19 aprile 2021. Presentazione del libro "Spezzare le catene. Un lavoro libero tra centri commerciali e caporalato" di Jean René Bilon ...
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Ricordo di Luigi Covatta  È una perdita che lascia davvero addolorati, quella di Luigi Covatta. Di lui non si può non ricordare immediatamente il rigore culturale e la coerenza con i valori della militanza, prima nel movimento aclista con Livio Labor, poi nel Partito Socialista. Lo ricordiamo nelle Acli ed a fianco di Labor come uno dei giovani dirigenti cattolici più determinati nelle battaglie ideali e culturali del Movimento, dalla rivendicazione della fine del collateralismo con la Dc alla grande battaglia per l’unità sindacale. Nel Partito Socialista ed in Parlamento si è distinto per la sua preparazione ed è stato nella sinistra di quel tempo, stimato e rispettato. Un socialista che ha sempre difeso con efficacia rara i valori della sua testimonianza politica. Luigi ha anche il merito di aver salvato la rivista ‘Mondoperaio’ da una inevitabile fine con la diaspora socialista. E con quella rivista è riuscito a dare voce ad una cultura socialista che comunque aveva resistito ed era in grado ancora di proporre considerazioni ed idee utili per il futuro. Aveva un carattere schivo, non facile, ma sapeva con la sua ironia e la sua pacatezza nella discussione far sentire la sua amicizia e la sua vicinanza. Con Gennaro Acquaviva ha impedito per la sua parte una ingiusta eclisse di un patrimonio importante per la sinistra italiana quale è stato il riformismo socialista. Lo ha fatto con acume e con intelligenza polemica, ben superiori alla mediocrità ed alla arroganza che si trova oggi nel confronto politico. Ci mancherà, anche perché il suo ricordo non possiamo che associarlo al ruolo incisivo assolto in stagioni della vita sociale e politica improntate ad una grande voglia di cambiare, di migliorare, di conquistare una società più civile e giusta.

In ricordo di Luigi Covatta


È una perdita che lascia davvero addolorati, quella di Luigi Covatta. Di lui non si può non ricordare immediatamente il rigore culturale e l ...
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Giovedì 15 aprile 2021, ore 18,00. Presentazione del libro

"La Riconquista. Perché abbiamo perso l’Europa e come riprendercela" di Francesco Saraceno


Giovedì 15 aprile 2021, ore 18,00. Presentazione del libro "La Riconquista. Perché abbiamo perso l’Europa e come riprendercela" di Francesco ...
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Agli Istituti Culturali iscritti all’Albo regionale del Lazio per l’anno 2021

La Fondazione Bruno Buozzi è tra gli Istituti Culturali iscritti all’Albo regionale del Lazio per l’anno 2021


Istituti Culturali iscritti all’Albo regionale del Lazio per l’anno 2021 ...
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Martedì 13 aprile 2021, ore 17,00. Seminario sul tema

Digito dunque lavoro. Idee e proposte per il tempo nuovo


Martedì 13 aprile 2021, ore 17,00. Seminario sul tema "Digito dunque lavoro. Idee e proposte per il tempo nuovo" https://zoom.us/j/968108 ...
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Di Andrea Coco Di Smart working se ne parlava da molto tempo, almeno da venti anni, ovvero da quando fu raggiunto l’accordo sul telelavoro, fermo restando che non tutte le aziende erano favorevoli alla sua applicazione. A superare le molte resistenze, a raggiungere il picco degli otto milioni di lavoratori, ci ha pensato il Covid, un evento che superato a forza i molti ostacoli presenti come il suo discutibile nome (falso anglicismo made in Italy), la mancata applicazione della legge 81/2017, che l’ha introdotto, e l’assenza dell’istituto del Lavoro Agile nei contratti di lavoro.  Nonostante tutto, il Lavoro Agile (questo il suo nome in Gazzetta Ufficiale) ha riscosso successo, anche se per alcuni è semplicemente lavoro da casa e per altri una vacanza dal pubblico impiego. Tuttavia, i rischi che porta con sé sono molteplici, come la possibilità di un nuovo business bug, il reverse back dell’urbanizzazione e della storica emigrazione interna, il suicidio di smart city e di coworking. Infine, il ritorno trionfale dell’unico lavoratore non smart per eccellenza: l’operaio. Il cambiamento non si ferma qui, ma è indispensabile un nuovo accordo perché lo smart working non diventi robot working.  Giuseppe Mele, fiorentino di nascita, veneto e romano d’adozione, studi tra Bologna, Firenze e Mosca, giornalista pubblicista, ha lavorato per trent’anni nelle aziende tecnologiche dell’informatica privata e pubblica e delle telecomunicazioni, vivendone per un decennio le vicende sindacali. Ha scritto Letture Nansen (in russo), Digital Renz Akt, Renzaurazione.

GIUSEPPE MELE Smartati. Gli «sbandati» del lavoro agile: dal telelavoro allo smart working ed. goWare, 2020


di Andrea Coco Di Smart working se ne parlava da molto tempo, almeno da venti anni, ovvero da quando fu raggiunto l’accordo sul telelavor ...
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Giovedì 8 aprile 2021, ore 17,00. Seminario sul tema:

Dopo il Patto per l’Innovazione, una Pubblica Amministrazione all’altezza della sfida globale?


Giovedì 8 aprile 2021, ore 17,00. Seminario sul tema: "Dopo il Patto per l’Innovazione, una Pubblica Amministrazione all’altezza della sfida ...
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Lunedì 29 marzo 2021. Seminario su

Il processo tributario: alle soglie della riforma?


Lunedì 29 marzo 2021. Seminario su "Il processo tributario: alle soglie della riforma?". Le conclusioni affidate al presidente della Fondazi ...
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Seminario in memoria di Ezio Tarantelli a 36 anni dalla scomparsa

In memoria di Ezio Tarantelli


Seminario in memoria di Ezio Tarantelli a 36 anni dalla scomparsa ...
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Mercoledì 24 marzo 2021, ore 17,00. Seminario

Green Economy, per uno sviluppo di qualità


Mercoledì 24 marzo 2021, ore 17,00. Seminario "Green Economy, per uno sviluppo di qualità". Piattaforma zoom: https://zoom.us/j/940106763 ...
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“Public Branding. Per un nuovo modi di narrare i territori e le loro identità” Egea editore è il titolo dell’ultimo libro scritto da Stefano Rolando, presidente della Fondazione Francesco Saverio Nitti. Per presentarlo riprendiamo ciò che lui stesso scrive sul proprio profilo Facebook: “Sono arrivate le copie staffetta di un libro scritto quando – giorno per giorno – si è capito che il rapporto tra identità e immagine, nei nostri territori e nelle nostre città, stava trasformando (forse a lungo, in qualche parte in modo strutturale) paradigmi ormai scontati: velocità, mobilità, eventi, attrattività. E ogni relativa narrazione. Da qui non proprio un manuale, ma un testo per me abbastanza esaustivo. Per gli studenti, per gli operatori, per gli amministratori, per i creativi. Senza note e senza accademismi. Per ragionare (con venticinque opinioni intersecate) su cosa, quando, come cambiare in materia di brand pubblico”.

“Public Branding. Per un nuovo modo di narrare i territori e le loro identità” di Stefano Rolando


“Public Branding. Per un nuovo modo di narrare i territori e le loro identità” Egea editore è il titolo dell’ultimo libro scritto da Stefano ...
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