fBB L’uso inappropriato dei grandi esempi che ci hanno preceduto

L’uso inappropriato dei grandi esempi che ci hanno preceduto

di Pierluigi Sorti (esponente Comitato scientifico Fondazione Bruno Buozzi)

di Pierluigi Sorti (esponente Comitato scientifico Fondazione Bruno Buozzi) Corriamo forse il rischio di ostentare una cultura letteraria che sicuramente non ci appartiene, ma non importa anche se la motivazione è ancor più importante.

Il quadro politico nel cui ambito, nei due ultimi giorni, sono state rese pubbliche due citazioni (di Emmanuel Macron e di Angela Merkel) è il più tragico della storia europea post bellica.

Con il nome riassuntivo di Coronavirus la crisi europea impone di trovare due indirizzi, politico ed economico, cui la diarchia franco tedesca, (auto)riconosciuta massima interprete della gestione del processo unitario europeo, dovrebbe riuscire a trovare una possibile via d’uscita.

I due citati rispettivi leader hanno invece subito rivelato, senza mezzi termini, la loro antitesi di pensiero ma soprattutto la debolezza delle loro autentiche vocazioni unitarie ed europeiste.

Il Presidente francese ha creduto di rendere efficace la sua esortazione ad affrontare l’enormità dei problemi - che la pandemia di Coronavirus, sta tragicamente producendo sul piano sanitario ed economico di tutto il continente - ricorrendo ad un celebre precedente.

Macron ha per primo lanciato l’esortazione ad affrontare il contagio e l’allargarsi inesorabile della sua diffusione, rafforzandola con la ripetizione (supposta gratificante per i tedeschi) del grido che J.F. Kennedy adottò in un momento critico, per l’Unità tedesca, davanti alla Porta di Brandeburgo: "Io sono berlinese".

Non pare evidente che invece di una presunta gratificazione tedesca, il leader francese avrebbe potuto svolgere il suo intento, con le parole: "Io sono europeo" ?

Ma ancor più eloquente, sarebbe riesumare il ricorso di Angela Merkel (nel 2008) che, in analoga situazione di difficoltà, volle appropriarsi delle parole del grande Wolfgang Goethe ("Se ciascuno pulisse davanti all’uscio di casa, la città sarebbe pulita") per recidere ogni richiamo di terzi (Macron compreso) a favore di una più significativa solidarietà europea.

Dimenticando, anzi rovesciando, il senso del grande scrittore che, proprio con quelle parole, rendeva evidente la giusta e preliminare condizione, per l’ideale unitario, quella di uscire dallo strano coacervo di varie decine di stati tedeschi.

E proprio mentre scriviamo, la conferenza stampa della signora Christine Lagard, neo presidente della B.C. E., sembra platealmente aver voluto confermare la distanza degli stati europei dalla loro essenza unitaria: come con rammarico ha subito pubblicamente rilevato il nostro capo dello Stato.

È nostra opinione che proprio il percorso scelto ed il rifiuto (o l’oblio) della strada maestra della istituzione federalista e l’adozione di un regime monetario dottrinalmente e contabilmente assurdo, sono alla base di una crisi che rischia, proprio per i suoi errori originali, di divenire irresolubile.

Fondazione Bruno Buozzi

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