fBB In ricordo di Luigi Covatta

In ricordo di Luigi Covatta

È una perdita che lascia davvero addolorati, quella di Luigi Covatta. Di lui non si può non ricordare immediatamente il rigore culturale e la coerenza con i valori della militanza, prima nel movimento aclista con Livio Labor, poi nel Partito Socialista.
Lo ricordiamo nelle Acli ed a fianco di Labor come uno dei giovani dirigenti cattolici più determinati nelle battaglie ideali e culturali del Movimento, dalla rivendicazione della fine del collateralismo con la Dc alla grande battaglia per l’unità sindacale. Nel Partito Socialista ed in Parlamento si è distinto per la sua preparazione ed è stato nella sinistra di quel tempo, stimato e rispettato.
Un socialista che ha sempre difeso con efficacia rara i valori della sua testimonianza politica. Luigi ha anche il merito di aver salvato la rivista ‘Mondoperaio’ da una inevitabile fine con la diaspora socialista. E con quella rivista è riuscito a dare voce ad una cultura socialista che comunque aveva resistito ed era in grado ancora di proporre considerazioni ed idee utili per il futuro.
Aveva un carattere schivo, non facile, ma sapeva con la sua ironia e la sua pacatezza nella discussione far sentire la sua amicizia e la sua vicinanza. Con Gennaro Acquaviva ha impedito per la sua parte una ingiusta eclisse di un patrimonio importante per la sinistra italiana quale è stato il riformismo socialista. Lo ha fatto con acume e con intelligenza polemica, ben superiori alla mediocrità ed alla arroganza che si trova oggi nel confronto politico.
Ci mancherà, anche perché il suo ricordo non possiamo che associarlo al ruolo incisivo assolto in stagioni della vita sociale e politica improntate ad una grande voglia di cambiare, di migliorare, di conquistare una società più civile e giusta.

Ricordo di Luigi Covatta  È una perdita che lascia davvero addolorati, quella di Luigi Covatta. Di lui non si può non ricordare immediatamente il rigore culturale e la coerenza con i valori della militanza, prima nel movimento aclista con Livio Labor, poi nel Partito Socialista. Lo ricordiamo nelle Acli ed a fianco di Labor come uno dei giovani dirigenti cattolici più determinati nelle battaglie ideali e culturali del Movimento, dalla rivendicazione della fine del collateralismo con la Dc alla grande battaglia per l’unità sindacale. Nel Partito Socialista ed in Parlamento si è distinto per la sua preparazione ed è stato nella sinistra di quel tempo, stimato e rispettato. Un socialista che ha sempre difeso con efficacia rara i valori della sua testimonianza politica. Luigi ha anche il merito di aver salvato la rivista ‘Mondoperaio’ da una inevitabile fine con la diaspora socialista. E con quella rivista è riuscito a dare voce ad una cultura socialista che comunque aveva resistito ed era in grado ancora di proporre considerazioni ed idee utili per il futuro. Aveva un carattere schivo, non facile, ma sapeva con la sua ironia e la sua pacatezza nella discussione far sentire la sua amicizia e la sua vicinanza. Con Gennaro Acquaviva ha impedito per la sua parte una ingiusta eclisse di un patrimonio importante per la sinistra italiana quale è stato il riformismo socialista. Lo ha fatto con acume e con intelligenza polemica, ben superiori alla mediocrità ed alla arroganza che si trova oggi nel confronto politico. Ci mancherà, anche perché il suo ricordo non possiamo che associarlo al ruolo incisivo assolto in stagioni della vita sociale e politica improntate ad una grande voglia di cambiare, di migliorare, di conquistare una società più civile e giusta.

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